Parliamo di: Julia Margaret Cameron

Oltre ad aver studiato storia dell’arte e marketing di comunicazione, nel mio percorso formativo ho imparato anche quella splendida arte che è la fotografia.
Per quanto imparare si possa, ovviamente.
I giochi di luce che si possono creare con essa sono affascinanti e davvero suggestivi, non disdegno riempire i miei pomeriggi con rilassanti sessioni fotografiche.
Quindi per parlare di fotografia dovrei farne brevi cenni degli inizi come capita usualmente, ma io non sono una persona usuale, e desidero iniziare direttamente con Lei.
L’artista del passato che mi ha sempre dato più emozioni degli altri.

cameron5Il suo nome è Julia Margaret Cameron, scoperta ai tempi della scuola e portata nel cuore per sempre.

Io amo moltissimo la pittura romantica e preraffaellita e i suoi scatti si avvicinano moltissimo a questo stile perché l’obiettivo della fotografa era di rappresentare la realtà con un’arte che allora era considerata minore rispetto alla pittura o alla scultura, rappresentarla però in maniera più artistica possibile.

Riuscì nell’intento poichè la donna possedeva un delicato gusto artistico e ricercato senso estetico che la impressero nella storia della fotografia come una delle maggiori esponenti del pittorialismo.

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In breve, la Cameron nasce a Calcutta nel 1815, figlia di un’ufficiale inglese e di una nobildonna francese. Visse la sua vita in Francia fino al 1838, dopodiché tornò in India per sposare Charles Hay Cameron.

Si trasferì quindi a Londra nel 1848, quando il marito si ritirò dagli affari.

Nel 1860 la famiglia Cameron acquistò una proprietà nell’ Isola di Wight dopo aver visitato la tenuta del poeta Alfred Lord Tennyson (che ricordiamo averle commissionalo la rappresentazione di un suo ciclo di opere).

La proprietà venne chiamata Dimbola Lodge ed ospita tuttora un museo e una mostra fotografica della Cameron.

Nel 1863 nasce la passione per la fotografia e in breve la Cameron realizza i ritratti più profondi e mistici fino ad allora visti.

 

Tornerà successivamente a Celyon assieme alla sua famiglia, 1875, dove ebbe grosse difficoltà a reperire il materiale adatto all’attività di fotografa, ragion per cui i suoi lavori degli ultimi anni di vita non sono pervenuti fino ad oggi.

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Torniamo a soffermarci s questi scatti.

Gli splendidi ritratti (principalmente di donne ma anche di uomini anziani e bambini), celano un retrogusto non solo romantico -sotto vari aspetti- ma anche tipicamente vittoriano.

Parliamo infatti di una fotografa nata nei primi anni dell’800, e morta vent’anni dopo la prima metà di secolo.

Margaret iniziò a interessarsi alla fotografia nel 1863, quando ricevette in regalo una fotocamera dalla figlia Julia, e da lì nacque la passione più intensa della sua vita.

 

L’attività fotografica conquistò la Cameron a tal punto che, dopo aver sviluppato uno stile inconfondibile basato suo “fuoco” centralizzato,  praticò principalmente il ritratto e la rappresentazione allegorica di racconti e romanzi.

Ricordiamo in particolare che su  richiesta del poeta Alfred Lord Tennyson, Cameron illustrò il suo componimento “Idilli del Re” (Idylls the King) utilizzando personaggi in costume.

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Rappresentò molti altri componimenti, non è raro trovare sue immagini di Ophelia, di Ginevra e Lancillotto, Venere e Amore  o semplici ricostruzioni storiche (ricordiamo la “Donna di Gerusalemme”).

Ho sempre adorato la rappresentazione preraffaellita del mondo circostante, ma specialmente la loro personale rappresentazione della femminilità.

Queste donne esprimono delicatezza, mistero, austerità quasi divina ma allo stesso tempo molta umanità e dolcezza.  L’atmosfera che creano è semplicemente mistica.

Gli sguardi sono intensi, sia quando sono diretti e limpidi sia quando appaiono timidi e bassi, quasi timorosi o semplicemente immersi nel contesto.

La maggioranza esprimono emozioni nostalgiche d’altri tempi o addirittura d’altre epoche lontane.

Sognanti ninfe disegnate dalla luce, mi ha sempre  affascinato la tecnica del fuoco fuoco che usa Margaret, dà profondità e importanza ai soggetti mettendone in primo piano le espressioni, la postura o i gesti in pose talmente naturali che l’essere umano viene elevato su piani più alti ed eterei.
julia1In basso vi lascio una piccola galleria dove ho raccolto le fotografie che più mi piacciono della Cameron.

Ora che ho aggiunto il primo contenuto sulla fotografia mi sento meglio! comunque sia, spero vi possa piacere questa fotografa che stimo molto, in tal caso vi invito a esplorarne meglio la tecnica e le opere.