Parliamo di: Eyvind Earle

Ecco uno degli artisti che più ritengo interessanti dell’ultimo secolo di storia.
Nato nel 1916 a New York, Eyvind Earle iniziò la sua carriera come se fosse un gioco, ovvero quando, all’età di circa 10 anni, suo padre (Ferdinand Earle) gli propose due “sfide”: leggere 50 pagine di un libro o dipingere un quadro ogni giorno.

earlejeweledtrees

Il giovane Eyvind scelse entrambe le opzioni, avviandosi così a una brillante carriera.

All’età di 14 anni ebbe la sua prima mostra in Francia, e da quel momento la sua fama crebbe.

silent-meadow-1990

All’età di 21 anni Eyvind pedalò da Hollywood a New York, pagandosi il viaggio vendendo 42 acquerelli strada facendo.

1b86889d1f56e7c01388b4035be62a73

Nel 1937 ha aperto la Gallerie Morgan Charles, la prima di molte mostre personali a New York.

bc4896c6103d50beff85ab7b9ed9bd54

Due anni dopo, alla sua terza mostra consecutiva alla galleria, il feedback ricevuto per i suoi lavori fu così positivo che alla mostra ebbe il tutto esaurito e il Metropolitan Museum of Art acquistò un suo dipinto, destinato alla loro collezione permanente.

eyvind-earle-1916-2000-by-catherine-la-rose-26

Sempre all’età di 21 anni, dopo aver studiato lo stile di altri illustri artisti, raggiunse il suo stile personale, formato principalmente da tratti geometrici e ombre.

earle-1-designs

Nel 1951 entrò negli Walt Disney Studios dove collaborò per creare scenari e background.

eyvind-earle-11Curò nei minimi particolari il suo stile e lo introdusse in molti corti d’animazione Disney ma divenne celebre per il magistrale lavoro compiuto grazie al film “Sleeping Beauty”-La bella addormentata nel bosco-.

earle

Nel 1963 Realizzò anche un corto natalizio di 18 minuti che venne trasmesso in televisione.

purple-eucalyptus-1987

Durante la sua carriera spaziò in molti campi fino alla fine dei suoi giorni, sperimentando oltre a pittura, acquarelli, sculture e disegni anche la serigrafia, in edizione limitata, all’incirca nel 1974.

slide24

Il suo stile è semplicemente unico, la sintesi è l’equilibrio principale della sua tecnica.
tumblr_mg20j2xdqi1rcphmlo4_1280

Sono molto forti le influenze giapponiste apprese tramite lo stile di pittori alla quale s’era ispitato – Van Gogh, Cezanne giusto per citarne due-.

earle_mysticalbigsur

La bizzarra scelta di alcuni colori, portati all’estremo della loro saturazione, rende questi scenari piacevoli anche se particolari, l’equilibrio dimostrato è molto interessante sotto diversi punti di vista.

Eyvind Earle http:/www.tuttartpitturasculturapoesiamusica.com;

Un rigore e un eccentricità incredibile caratterizzano questo artista, che senza dubbio viene da me ritenuto uno dei migliori dell’ultimo secolo.

garden-of-dreams-1990

C’è una modernità di fondo e una realizzazione perfetta che assieme creano un connubio molto delicato ma altrettanto intrigante. Adoro la scelta, per lo più nella maggior parte delle tavole, di utilizzare dei colori scuri per accentuare i dettagli di colore.

2015-eyevind-feat

Particolarmente abile anche l’utilizzo dell’oro nei diversi dettagli, l’effetto 3D -se così si può definire- è ben visibile e in realtà si nota che sono solo i dettagli a formare l’opera, che per lo più è composta da macchie che rimarrebbero indefinite senza i disegni di piante, fiori e foglie.

eyvind-earle-2

Artista che personalmente amo molto, Eyvind Earle il 20 luglio del 2000, le sue opere e il suo contributo rimarranno sempre nelle opere da lui create e nel cortometraggio “Sleeping Beauty” che deve il suo successo anche e soprattutto grazie a lui.

slide14

 

Vi piace questo artista? 🙂

A presto!

Annunci

Parliamo di: Carne Griffiths

Voi non potete capire quanto io ami questo artista.

Lo conobbi principalmente per caso, come quasi tutti gli artisti che mi piacciono, e principalmente perché la sua tecnica artistica include (oltre ai classici grafite e inchiostro) liquidi come tè, alcolici ecc. L’utilizzo di vodka e brandy, per esempio, rende ogni suo lavoro molto caratteristico e interessante, arricchendo il soggetto di per sé rappresentato sempre in maniera estremamente regale benché umana. Pit3

Spesso rappresentanti dei ritratti, le figure di Carne sono per lo più volti.

Donne o uomini non fa differenza, in ognuno di essi risaltano in primis l’uomo e le geometricità del volto.

399

 

Dopo una rapida occhiata si noterà che oltre all’essere umano sono rappresentati sia flora che fauna tramite fiori, foglie di piante e animali.

1900628_601106289974956_231053431_o

 

 

 

Molto interessante il miscuglio di texture, colori, geometrico e tratto dal vivo che viene a crearsi, e anche affascinante. Da sempre abituata ad illustratori molto più “flat”, è sempre un piacere trovare artisti più raffinati, sia nella tecnica che nei soggetti.

carnegriffiths_1

 

 

Ciò che a parer mio rende davvero speciale Carne è l’uso geometrico che impiega nei suoi “acquerelli”, un uso strategico che risalta la forma generale del soggetto dipinto, ne plasma la profondità e lo porta su un piano totalmente diverso dal “banale” ritratto.

Oltre a ciò,  è l’affascinante scelta dei colori che spesso lascia incantati.carne_griffiths_13

 

 

Le palette risultano estremamente equilibrate: in genere troviamo colori piuttosto spenti e neutri come il beige e il verde oliva accostati a pochi selezionati colori vivaci e accesi, come ad esempio il cobalto e l’arancione.

chaos

Questi mix risultano non solo azzeccati, ma anche tremendamente dolci e allo stesso tempo accattivanti. Perché ho detto “dolci” e “accattivanti” si capisce in un solo sguardo, le figure risultano incredibilmente genuine e umane eppure tanto irraggiungibili da elevarne i tratti.

margarita-crop-large

Ho sempre amato l’illustrazione, e adoro gli acquerelli. Ragion per cui non potevo assolutamente non farvi conoscere questo splendido e bravissimo artista!

Che ne pensate? Avete mai sentito parlare di Carne?

 

Parliamo di: Victor Nizovtsev

Buongiorno e bentrovati nel mio piccolo ritaglio personale, dove mi piace condividere sensazioni e pareri sui più svariati artisti, contemporanei e non.
Vi ringrazio per seguire questo piccolo spazio di libertà che mi sono concessa sul web, e proseguiamo.
Oggi desidero farvi conoscere uno splendido artista per me di eccezionale eleganza.
Parlo di  Victor Nizovtsev, pittore contemporaneo di origini russe, nato nel 1965 in una cittadina della Siberia centrale, in particolare nella città di Ulan-Ude nei pressi del lago Baikal.
Quando Victor era un bambino la sua famiglia si trasferì dalla Federazione russa nella Repubblica di Moldova.
Victor è cresciuto in Kotovsk, una città situata nel cuore della regione del paese del vino a 30 km a sud est della capitale della Moldavia, Chisinau.
63676_443394005713799_494314326_n
All’età di 9 anni entrò alla Scuola d’Arte Kotovsk, in Russia, un istituto per bambini, dove studiò per quattro anni, dopodiché lasciò la casa familiare per studiare a Ilia Repin College for Art in Chisinau. Si laureò all’Università per le Industrie Artistiche a San Pietroburgo di Vera Muhina.
Victor_NIZOVTSEV_by_Catherine_La_Rose_15_
Dopo la laurea, nel 1993, Victor tornò a Kotovsk dove iniziò a dipingere professionalmente.
 130805_Nizovtsev_02
Nel 1997 Victor si trasferì negli Stati Uniti dove ha continuato con successo perseguire la sua carriera artistica.
 130805_Nizovtsev_04
Nel 2004 Victor si spostò da Washington DC al Maryland, dove risiede tutt’ora con la moglie e la giovane figlia.
150264_443394059047127_1808375405_n
In questo breve periodo di tempo negli Stati Uniti, Victor ha goduto di un alto grado di successo, esponendo in numerose mostre personali e collettive, con collezionisti entusiasti di trovare e acquisire i suoi dipinti, considerati unici e fantasiosi per la loro particolarità.
 154488_443394305713769_1688963833_n
Victor utilizza la tecnica pittura ad olio e i soggetti che dipinge possono spaziare da scene fiabesche a nature morte a paesaggi o a composizioni sceniche. Molte sue opere sono caratterizzate da un’atmosfera fantastica e nostalgica.
L’ispirazione dell’artista è scatenata da tutto ciò che vede, sente, tocca e ricorda, come ad esempio i ricordi dell’infanzia, le tradizioni popolari russe e la mitologia greca, o da altri pittori del passato, e tutto questo emerge dalle sue tele.
 rl9lk7-photo_1p5_ru-volshebstvo-viktor-nizovcev-de
“Spero che i miei quadri diano alla gente un piccolo assaggio della loro infanzia e ispirerà le loro storie. Come l’infanzia stessa, il mondo dei miei quadri non ha regole restrittive. E ‘veramente un mondo dove tutto è possibile e tutto è intrigante. Potete vedere scorci di realtà nel mio lavoro, ma questi hanno senso solo se si guarda a loro con gli occhi di un bambino. Noi adulti invidiamo la capacità dei bambini di sospendere le convinzioni e vedere il mondo senza preconcetti. Spero che i miei quadri forniscano un piccolo ingresso in quel mondo dell’infanzia.” Victor Nizovtsev.
L’osservatore viene travolto dallo stupore iniziale e dolcemente catapultato in un mondo immaginario popolato da creature fantastiche e talvolta mitologiche, come le sirene, che Victor ha più volte esami224893_443394032380463_1668437310_nnato e ritratto in una serie di dipinti.
L’artista le ritrae come incantevoli donne dai cappelli rossi e dalle curve morbide, caratteristiche che ricordano molto lo stile di Klimt e la sua eleganza nell’elevazione della figura femminile in tutto il suo fascino.
 293593_443394155713784_712557850_n
“La maggior parte delle persone con cui sono cresciuto erano di umili origini, lavorando nei campi e nelle aziende agricole. Potete vedere questo nei miei quadri. Le storie e i volti di queste persone, quelli con cuore grande, le mani callose e gli occhi sorridenti, vivono nella mia immaginazione e mi forniscono ispirazione senza fine.” Victor Nizovtsev.
 318575_443394069047126_388341779_n
La caratteristica che più salta all’occhio e che l’artista ha “rubato” al celeberrimo Klimt, è l’uso dei preziosi dettagli in oro in tutte le sue opere, inserito sia per ornare i soggetti delle sue tele, sia per donare punti luce particolarmente vividi all’intera opera.
 423213_443394149047118_1185759063_n
L’arte di Victor può essere altamente simbolica, con indizi nascosti che aiutano a decifrarne i profondi significati come i rimandi ai legami familiari tramite i soggetti di bambini e anziani, ma può essere percepita allo stesso modo come un’arte semplice e umile, con colori e con texture vivaci che riempiono la tela.429053_443404232379443_669819521_n
Il contrasto con gli smalti traslucidi rendono i dipinti vividi e l’esperienza della visione fra lo spettatore e l’opera può essere comparata a una continua danza di sguardi e di luce.
 483222_443394185713781_1267308326_n
Victor dà vita ad ogni sua opera, invitando lo spettatore nel  suo mondo come fosse un universo a parte, riempito con coraggio, energia e ricche tonalità.
 70028825jw1doqwi7s01wj
Bellezza, nostalgia, magia e realismo vengono combinate con nuance e lumeggiature dorate che incantano e rubano il cuore.
 724593001b79
Sono rimasta affascinata da questo artista così onirico, credo sia uno dei pochi artisti contemporanei -che conosco ovviamente- che mi hanno davvero suscitato piacevoli emozioni.
debe093dc2d7a6e5797965bd4d504ac8
Le sue tele paiono raccontare fiabe, viene naturale immaginarsi delle storie dietro alle buffe faccette dei bambini e degli anziani che viaggiano in scarpe giganti o tazze da thè.
Un artista simile si è conquistato interamente il suo pubblico, non con la critica, non con messaggi nascosti particolarmente elaborati rivolti alla società, ma con il filo conduttore che lega tutti noi, la nostra vita.
I nostri ricordi più belli, l’atmosfera familiare, la bellezza dei soggetti e le ambientazioni fiabesche sono piccoli picchi di fanciullezza rari da ritrovare nella vita frenetica e grigia di ogni giorno.
Victor ci offre qualche minuto di bagliore dorato piuttosto che il grigiore della nostra attuale quotidianità.
Forse è per questo che è così apprezzato, offre qualcosa di raro e  che spesso ci dimentichiamo, il tempo in cui siamo stati tutti bambini, affascinati dai racconti, credenti nei miti e nelle leggende, nella fantasia più genuina della tradizione popolare e non, quando quelle creature che fluttuano nell’acqua con la grazia di dee pareva esistessero per davvero e il volare non era un sogno poi tanto irrealizzabile.

Parliamo di: Chris Wood

Non stiamo parlando dell’omonimo musicista, ma del “novello” artista che negli ultimi giorni ha colpito la mia attenzione, Chris Wood.

Scoperto quasi per caso tramite le sue sole installazioni di vetro (anche se artefice di molte altre), mi ha particolarmente fatto riflettere su quanto un elemento che sopravvalutiamo così tanto sia in realtà la fonte di tutto ciò che valutiamo normale: la luce.

art-000912-00

art-000915-00

L’essenza di luce è il buio, noi stessi siamo portatori di luce ogni giorno, senza quasi accorgercene.

Grazie alla luce, esistiamo.

Rozzamente, il nostro corpo riflette le onde luminose, e grazie a esse ciò che ci circonda diviene chiaro, esiste.

Un’espressione poetica, il risultato finale, bagliori di luce su un disegno geometrico dettagliato e preciso.

Così preciso da risultare quasi finto, io stessa credevo si trattasse di un file di prova in 3D.


AAF-Chris-Wood

Colpisce particolarmente la geometria dei disegni, le colorazioni che essi assumono in base alla luce che colpisce in diversi punti, la delicatezza del colore contrasta con la metodicità con cui è stato realizzato il tutto.

91770cb5e7ed84b7e61bc0a83e8ae00b957023

Particolare l’uso di vetro semplice, con una forma rettangolare altrettanto semplice, i tasselli sembrano quasi un grande, geometrico e inconcludente, domino.
glass-3

Queste installazioni mi hanno ricordato in particolar modo le vetrate delle chiese gotiche, quelle vetrate piene di colore che a ogni spiraglio di luce riflettevano macchie così belle da far risultare il pavimento un’enorme tela imbrattata di chiazze d’acquerello.

glass-4

I colori accesi rendono spettacolari le ombre e gli effetti ottici, sorprendentemente vivide le forme e nitidi gli effetti.

glass-5

glass-8

Lascio il link dell’artista e vi saluto al prossimo aggiornamento 🙂

http://www.chriswoodglass.co.uk/dichroicglass.php

Parliamo di: Tetsuro Sawada

Uno dei miei artisti preferiti in assoluto, artista che -a parer mio- o ami o odi.

Immagine

Senza vie di mezzo, Tetsuro Sawada nasce in Hokkaido -Giappone- nel 1933.

Noto pittore e incisore, appassionato e creativo, frequentò e si laureò alla Musashino Art University, a Tokyo, dove studiò pittura occidentale e sperimentò la sua tecnica primaria, ovvero la serigrafia.

Immagine

Successivamente alla laurea, viaggiò sia in Nord che in Sud America, per poi spostarsi a studiare in Francia e Spagna, visitando e integrando gli studi sull’arte occidentale.

Nel 1960 iniziò a dipingere con pitture a olio paesaggi astratti e nel 1973 passò a litografie e  serigrafie.

Immagine

Non è raro trovare sue opere sparse in vari musei nonché in innumerevoli collezioni private.

Ha anche curato mostre personali a Sao Paulo e Rio de Janeiro in Brasile, a Buenos Aires in Argentina, a Honolulu nelle Hawaii, a Vancouver in Canada e in Hokkaido, in Giappone.

Nel 2006 le sue opere sono state incluse nella mostra “Tokyo – Tokyo – Berlin / Berlino” presso il Mori Art Museum di Tokyo e New National Gallery di Berlino.

Immagine

Potremo trovare sue opere nel Museo d’Arte di Cleveland e  nel Museo d’Arte di Cincinnati in Ohio , all’Università del Texas ad Austin, alll’Honolulu Academy of Arts nelle Hawaii, al British Museum di Londra, al Queensland Art Gallery di Brisbane, in Australia e -ovviamente- al Museo Nazionale d’Arte Moderna a Tokyo.

 

Stimato e noto incisore, nel 1980 ha vinto un premio al “Norway International Print Biennial

Immagine

Artista complesso e dallo stile ricercato,  I suoi soggetti sono paesaggi e “skyscapes”, ovvero ritagli di cielo dell’orizzonte, non a caso Sawada viene spesso chiamato “The Skyscape Artist”.

Immagine

Il suo stile è unico.

A metà fra astratto e geometrico, in ogni sua opera ritroviamo forme orizzontali, colori ricchi, luce onnipresente che si manifesta con grande maestria d’accostamento nella sua tecnica unica di “shading” -ombreggiatura- chiamato “Bokashi”, decisamente più difficile di una serigrafia comune.

Immagine

 

Sawada inchiostra e auto-stampa tutte le sue opere, realizzando un sorprendente gioco di contrasti, giocando su colori opachi e lucidi si può infatti creare -come nel caso delle opere- un ambiente pulito, stilisticamente preciso, forse un po’ troppo rigido, ma che funziona nel complesso poiché cattura lo sguardo.

 

Sawada pubblicò anche un libro: SKYSCAPE – Tetsuro Sawada Works (1989) dove illustra ben 137 lavori svolti fra il 1957 e il 1989.

Immagine

Personalmente, mi colpì molto quando vidi per la prima volta una riproduzione di un suo tramonto, ne rimasi incantata.

 

La semplicità dell’operato di Sawada è in netto contrasto con le sensazioni che suscita, qualcosa di mistico, molto moderno data la semplicità delle forme e la recente propensione verso un arte sempre più priva di linea contorno, formata solo da colore o oggetti tridimensionali.

Noto un certo lato fumettistico in tutto l’operato di Sawada, che risulta estremamente moderno e al contempo tradizionale.

Poiché stiamo parlando di un artista giapponese mi riferisco ovviamente all’arte orientale, in particolare quella nipponica, che da sempre segue il filone del fumetto, anche se non come oggi lo intendiamo.

Certo è che molti paesaggi di altri artisti giapponesi potrebbero benissimo, messi a confronto con le opere di Sawada, rivelare che l’arte nipponica sta subendo un’evoluzione affascinante che la rende sempre più interessante dal punto di vista grafico.

 

Trovo comunque che questo autore sia l’emblema dell’arte giapponese così come la immagino, un mix di tradizione e design in 2D che raramente ho visto in altre opere.

 

Sbalorditivo.

 

 

 

Parliamo di: Justyna Kopania

Diversi mesi fa, mentre navigavo in rete, ho trovato splendide immagini che mi hanno incredibilmente colpita.

Dark, velatamente tristi, eppure così vivaci nei loro colori, quelle immagini ritraevano le tele dell’artista polacca Justyna Kopania.

153_by_studiounderthemoon-d5ff4yt

Successivamente, ho cercato qualche informazione sulla suddetta, e ho trovato il suo sito [ http://studiounderthemoon.zohosites.com/home.html ], dove essa si presenta come una persona che vive di arte e di sensazioni, e dove ella stessa non s’immagina senza arte.

illumination_by_studiounderthemoon-d2ilfcv

Nelle sue tele si avvertono tutte le emozioni del momento, le sfumature della vita di tutti i giorni, i colori della sua mente e il mistero e il fascino che avvolge ogni pensiero umano.

Realizzate a gran velocità, per imprimere meglio il momento, trovo le sue tele semplicemente inclassificabili.

moon_by_studiounderthemoon-d75l8co.png

C’è qualcosa nel suo stile che mi attrae particolarmente, sarà forse il dosaggio del chiaro scuro o l’impulsività che trasmettono.

I dettagli sono delicati, precisi, dai tratti quasi fumettistici.

Quasi come fossero vivi, infatti, stagliano coraggiosamente sullo sfondo, alimentando le ambientazioni e rendendole più vive e misteriose che mai.

moon_by_studiounderthemoon-d76z7id.png

L’uomo, che è al centro degli studi dell’artista, viene rappresentato in maniera totalmente anonima, indicato con solo sagome nere, rivestite a volte di colore, come se fosse l’unico punto di negatività in mezzo alla tela.

284_by_studiounderthemoon-d2xwj2g

Personalmente, ho subito pensato ad una critica rivolta al ruolo che l’uomo ha nella nostra società.

Una pedina senza vita né personalità.

Un’ombra.

Qualcosa di indefinito che vive sullo sfondo di un mondo che non vede.

E il fatto che l’artista riversi tutto ciò che vede sulle tele, mi porta a riflettere sul ruolo effettivo dell’uomo.

Penso che, se la mia interpretazione è corretta, sia una critica interessante, anche se vagamente velata.

Parliamo di: Creatività e Psiche

Si sa, i creativi sono “gentaglia” un po’ particolare.

Che sia l’eccessiva eccentricità a guidarli, o la pura e semplice voglia di mettere il proprio nome su qualcosa di ancora originale e intatto, parecchi artisti sentono il bisogno di spingersi ai margini della società, creando certe situazioni nella loro vita particolarmente sfavorevoli in cui riescono a mettersi alla prova i caratteri più svariati.

Bryan Lewis Saunders per esempio, “seguendo le orme” del più celebre e conosciuto Vincent Van Gogh, ha deciso di sperimentare su sé stesso svariate droghe che gli hanno permesso di auto-ritrarsi in mondi e visioni diverse dalla sua stessa realtà.
absinth

 

 

ASSENZIO

 

Grazie alla volontà dell’artista, possiamo vedere il mondo interiore che nasconde ogni persona dietro all’uso di sostanze che inibiscono la persona, lasciandola senza barriere.

mushrooms__

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FUNGHI ALLUCINOGENI

 

Ogni droga varia la percezione di noi stessi, oltre alla percezione in generale di colori, suoni, odori, sapori e quant’altro riguarda il mondo che ci circonda.

drug

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MORFINA

Notiamo come, senza avere una foto realistica dell’artista, ogni autoritratto conservi -almeno a grandi linee- gli stessi tratti caratteristici quali la barba, la forma della testa, il cranio privo di capelli.

 

cocaine_

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COCAINA

 

L’interpretazione di questo gesto è, per me, di svariata origine.

Si può supporre, in una visione ottimistica, che l’artista abbia voluto mettere in guardia un possibile spettatore su ciò che potrebbe accadergli qualora provasse a usare certe sostanze.

Oppure ha voluto semplicemente portare avanti, in una personale interpretazione, il vizio di molti artisti -odierni e non- che puntualmente usano e abusano di queste sostanze.

Quel che denotiamo da questo esperimento è la continua ricerca di un sé stesso interiore, anche a costo di spingere la propria persona sempre più al limite delle sue capacità, anche a costo di danneggiarsi.

 

Trovo che questo esperimento sia particolarmente intenso e richieda una grande dose di autocontrollo e coraggio.

Sinceramente, amo la personale ricerca dell’io interiore dell’artista, anche se manifestatosi in questo bizzarro e decisamente disturbante modo.

[http://www.giornalettismo.com/archives/110692/droghe-ritratti-bryan-lewis-saunders/]

[http://bryanlewissaunders.org/drugs/]

 

 

 

Sinonimo di Eleganza

Poche opere rasentano una tecnica e una finezza tale da meritarsi gli sguardi di tutti, anche dei più scettici.

Come stupire se non con studiate quanto delicate forme geometriche come ha fatto Yuko Takada Keller?

 

prism1Perfino i più scettici rimangono incantati dalla bellezza e dalla delicatezza delle sue opere, come ad esempio “La piramide rovesciata”.

 

Per non parlare dei magnifici giochi che si creano attraverso le prospettive.

La luce, i colori, la disposizione, il tutto è sapientemente posizionato in una raffinata eleganza che non lascia indifferenti.

Yuko Takada Keller nasce il 1° maggio nel 1958, ad Osaka. Dal  1981 al 1983 inizia a frequentare la Kyoto University of Art, e nel 1997 collabora con diversi professori dell’università di Osaka (Osaka Seikei University).

Esibisce le sue opere non solo in Giappone ma anche in Europa, fra cui la Danimarca, nella quale si trasferirà poi sempre a partire dal 1997, e dove tutt’ora risiede.

Non è raro che la Keller inviti artisti suoi connazionali a partecipare alle sue mostre o a svolgerne altrettante.

1001251_10151807571525731_2031204660_n

Un po’ come una mediatrice, ella rappresenta un ponte fra Giappone ed Europa, due culture totalmente differenti che vanno sempre più spesso nella stessa direzione.

Le opere di Takada Keller non sono mai pesanti, ma sempre delicate e leggere nonostante visibilmente voluminose, tanto da sembrare massicce.

L’artista riprende la figura dell’Origami tradizionale giapponese e la personalizza, facendola sua e re-inventandola a proprio piacimento, creando così onde gigantesche di farfalle, strisce di carta simili all’acqua, mezzelune formate da tanti piccoli cuori.

Lo spettatore non si stupisce per i semplici componenti quanto per l’insieme che ciò che vi è di semplice risulti così complesso e bello.

bta01

[ https://www.facebook.com/YukoTakadaKeller.Fanpage?fref=ts]